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"Scegli la vita": aperto il 32° Capitolo Generale Logo del 32° Capitolo Generale della CFIC realizzato dall'artista Amedeo Brogli.     Si svolge a Roma dal 24 luglio

  

  

  

 

"Scegli la vita": aperto il 32° Capitolo Generale

Logo del 32° Capitolo Generale della CFIC realizzato dall'artista Amedeo Brogli.  

 

Si svolge a Roma dal 24 luglio all'8 agosto 2010  il 32° Capitolo Generale della Congregazione dei Figli dell'Immacolata Concezione (CFIC)

I 35 rappresentanti degli oltre 400 fratelli che fanno parte della comunità religiosa dovranno eleggere il 9° successore del Beato Luigi Maria Monti - il Fondatore - e riflettere sul futuro della Congregazione nella Chiesa e nel mondo. La CFIC, nata più di 150 anni fa, è attualmente presente in una ventina di Paesi ed opera prevalentemente nei settori della sanità, dell'assistenza ai minori disagiati e della formazione professionale. Gestisce importanti strutture ospedaliere (IDI e San Carlo di Nancy a Roma), laboratori farmaceutici e di ricerca scientifica, poliambulatori medici. Da qualche anno ha avviato a Tirana (Albania) l'Università Nostra Signora del Buon Consiglio che sperimenta nuove forme di sinergia con vari atenei italiani. I diplomi di laurea rilasciati (Medicina, Farmacia, Infermieristica, Odontoiatria, Economia e commercio e Scienze Politiche) sono riconosciuti anche in Italia. Alla CFIC fa capo la casa Editrice Monti con sede a Saronno (Varese), casa madre della Congregazione. Il Capitolo Generale sarà aperto sabato pomeriggio da una solenne eucaristia presieduta dal card. Salvatore De Giorgi.

 

 

Ogni giorno aggiornamenti delle gallerie fotografiche e dei documenti del Capitolo.

 

 

 


 


 31 luglio 2010 - Un Capitolo che vuole parlare ai giovani

«La Congregazione deve fare un’opzione per i giovani: recuperare la dinamica e l’impegno di tutte le forme educative [...]. Servono convinzione, comunicazione, attenzione ai cambiamenti sociali […]. Serve spendere energie per la comunione tra generazioni». Il Capitolo generale ha dedicato uno spazio ai giovani e ai loro progetti di vita, partendo da un dato statistico interno: la media di età dei 35 capitolari è di 51 anni, quindi un’età ancora capace di esprimere viva sensibilità per la condizione giovanile.

Nell’agenda dei temi in discussione in questi giorni all’interno del Capitolo generale uno primi posti è occupato dalla voce “vocazione”. Una parola da leggere e interpretare nel suo significato più ampio, strettamente collegata alla cosiddetta “emergenza educativa” che influisce sul senso della vita delle nuove generazioni. «L’odierna cultura - si legge nello strumento di lavoro - non provoca la tradizionale risposta di vocazione religiosa. I parametri culturali e spirituali sono modificati radicalmente e non serve pensare ad una promozione vocazionale con schemi del passato. La cultura del presente, del consumismo e dell’edonismo è diventata stile di vita ordinario: il “per sempre” sembra essere abolito come ricerca e come risposta».

Di fronte ad una situazione così complessa, ai religiosi della CFIC è oggi chiesto un forte senso di appartenenza e una visione comprensiva della consacrazione e della missione. Servono “percorsi di profezia” come risposta ad una crisi spirituale vissuta come scarto tra gli ideali e l’applicazione, tra la dottrina e la vita. «L’assenza di vocazioni nel mondo del benessere - continua il documento capitolare - accusa la nostra incapacità a parlare di Dio, di fede, di preghiera, di comunità. Il vuoto che si produce genera sordità, incredulità e mancanza di attenzione alla Chiesa, atteggiamenti avallati da una cultura estranea al Vangelo e spesso portatrice di risentimenti antireligiosi, che hanno forte presa sui giovani».

La Congregazioneintende mettere al centro delle proprie attività il tema vocazionale, partendo dalla convinzione che «ogni religioso è promotore di vocazioni». Ora si tratta di coinvolgere anche ambiti che non sono sufficientemente valorizzati in questa direzione, come scuole, ospedali ed altri luoghi che costituiscono esperienze innovative legate all’esercizio della carità. Insomma, gli spazi propri del carisma montiano. Un altro passo da compiere è la revisione del “Programma di formazione generale”, che dopo oltre vent’anni, ha perso molta della sua capacità di risposta alle necessità e alle situazioni del presente. Un ripensamento che potrà sicuramente attingere da esperienze già in atto all’interno della Congregazione.

(Nel quadro di Giuseppe Cordiano, Luigi Monti con i giovani nel suo laboratorio di falegnameria: la prima "Compagnia dei frati").

 

 


30 luglio 2010La Casa Madre di Saronno cuore della CFIC

Saronno occupa un posto particolare nel cuore di tutti coloro che a vario titolo fanno riferimento al carisma montiano. È qui, in questa città a nord di Milano, che il Fondatore volle collocare alcune delle sue opere più significative. Come scrive padre Aleandro Paritanti nel saggio intitolato In compagnia di Padre Monti, pubblicato dalla casa Editrice Monti: «A Saronno realizza il suo capolavoro di uomo della carità, portando a maturazione il carisma della Congregazione: assistere con spirito di famiglia malati e orfani». Era il 1886 e fu un amore a prima vista: quell'edificio a forma di castello rispondeva bene alla sua sensibilità di “uomo per gli altri”, desideroso di dare una casa agli orfani e ai frati che saranno per loro padri e madri.

È perciò significativo che il Capitolo generale abbia messo all'ordine del giorno dei propri lavori l'intenzione di valorizzare ulteriormente la Casa Madre di Saronno, mediante l'istituzione di una Comunità di religiosi a carattere internazionale. Un ambiente dove far incontrare il Nord e il Sud del mondo; persone provenienti dalle diverse realtà dove oggi viene vissuto il carisma montiano. Una comunità internazionale che viva in pratica il dettato del Fondatore, riportato su una delle vetrate di Carlo Rapp poste nel Santuario del Beato Monti: «L’unione di carità deve strettamente legare tutti in un solo spirito di fratellanza che, per quanto siano diversi di nazione e di provincia, di paese e di sangue, nulla deve esservi che indichi divisione».

Ma non è tutto. Partendo dalla convinzione che il carisma montiano è condizione necessaria affinché si realizzi qualsiasi obiettivo all'interno della Congregazione, il Capitolo generale chiede che si attivino iniziative per far crescere nei religiosi un'adeguata conoscenza del Fondatore, della sua storia e del suo carisma. Anche in questo caso l'intenzione è di valorizzare la Casa Madre portando a compimento l'istituzione di un Centro Studi Montiano che si faccia carico in forma stabile e coordinata di studi storici, pubblicazioni ed altre iniziative correlate. Per realizzare tale obiettivo ci si potrà avvalere di operatori culturali e del vasto mondo di collaboratori ed amici. L'obiettivo è ambizioso e affascinante: creare attorno al santuario, dove si conservano i resti mortali del Beato, il cuore pulsante, spirituale e culturale, dell'intera famiglia montiana. 

 

 

 


29 luglio 2010 – Spazi di silenziosa bellezza

 

Padre Aurelio Mozzetta ha donato ai Capitolari un prezioso libro d’arte, pubblicato dall’Editrice Monti, intitolato Pregare con l’arte. L’immagine a servizio della Parola, curato da Amedeo Brogli (nell'immagine qui accanto la copertina). Come scrive lo stesso Superiore Generale nella sua introduzione al libro: «La lettura in chiave spirituale di un oggetto culturale, porta inevitabilmente ad una interpretazione, cioè ad uno scambio ermeneutico, tra spirito e cultura: l’uno disvela l’altro e viceversa, in un circuito potenziato dal valore estetico delle opere. Nel nostro caso, lo scambio avviene tra carisma montiano ed intervento d’arte. In questa pubblicazione vengono presentati gli interventi artistici che negli ultimi tempi hanno riguardato la Cappella della Casa Generalizia e la Congregazione in senso lato».

Il Superiore Provinciale, padre Aleandro Paritanti, ha fatto dono ai capitolari del primo libro della nuova collana dell’Editrice Monti Le ferite del mondo, realizzato da Omar Viganò, che tratta dell’esperienza della Casa famiglia Padre Monti per persone affette da AIDS, che si trova a La Storta, nei pressi di Roma. Il libro si intitola Timore e profezia. 

   

 

 

 

 

 

 

 


29 luglio 2010 Una Congregazione tutta illuminata dall’Immacolata Concezione

Papa Giovanni Paolo II, in un messaggio alla CFIC, presentava Padre Monti come «grande devoto della Vergine Immacolata» al punto da voler intitolare a Lei la sua Congregazione. «L’amore per la Vergine - sottolineava il Pontefice - lo illuminò e lo guidò sempre, portandolo a fare dell’intera esistenza una coerente testimonianza di fedeltà al Vangelo. Meditando sul mistero dell’Immacolata Concezione alla luce della Sacra Scrittura, del Magistero e della Liturgia della Chiesa e ricavandone mirabili lezioni di vita, egli divenne un apostolo di quella nuova “era mariana” che il beato Papa Pio IX aveva inaugurato con la proclamazione del dogma dell’Immacolata Concezione».

La storia della CFIC, quindi, ruota intorno alla figura dell’Immacolata e da alcuni anni una comunità di religiosi è presente a Lourdes, proprio di fronte al celebre santuario dell’Immacolata. Il Capitolo Generale non ha dimenticato di affrontare un aspetto così qualificante della propria spiritualità montiana. In questi giorni, in cui i capitolari stanno affrontando il tema della qualità della loro vita consacrata (spiritualità, preghiera, comunità) - all’interno della riflessione più generale sul tema “Vivere la vita” - viene ricordato che Padre Monti, in quanto promotore della devozione a Maria, «considerò la spiritualità mariana come via privilegiata di evangelizzazione, modo discreto di vivere i voti, stile qualificante dell’apostolato».

È intenzione della Congregazione dei Figli dell’Immacolata Concezione valorizzare la propria tradizione spirituale nella vita quotidiana, partendo fin dalla prima formazione dei religiosi. In che modo? Anche recuperando alcune espressioni popolari della devozione mariana, ma ancorandole al cammino spirituale della liturgia e alla meditazione della Parola di Dio.

La Congregazione indirà nei prossimi anni un “anno mariano”, seguendo le orme dell’amore per Maria del fondatore Padre Monti, definito «araldo e cantore dell’Immacolata» dal cardinale Carlo Maria Martini. E a questo proposito, è emblematico che nel pomeriggio di giovedì 5 agosto 2010, subito dopo l’elezione del Superiore Generale, tutti i partecipanti al Capitolo parteciperanno ad un pellegrinaggio vocazionale al santuario romano del “Divino Amore”.

(Nella Foto il bellissimo quadro dell’Immacolata realizzato nel 1877 da Silverio Capparoni e donato personalmente a Padre Monti da Papa Pio IX, olio su tela, recentemente restaurato da Alessandro Gori).   

     

 


 

28 luglio 2010 - Ampia relazione del Superiore Generale Padre Aurelio Mozzetta

 

 

Una comunità vivace, aperta al nuovo, che cresce e si apre al mondo è il quadro globale della Congregazione che il Superiore Generale padre Aurelio Mozzetta ha descritto nella sua relazione di fine mandato. Il tono è stato indubbiamente positivo, anche se non ha fatto mancare rilievi sulle difficoltà incontrate, soprattutto nei nuovi campi in cui la comunità montiana si è generosamente lanciata in questi anni.

 

Diverse, infatti, sono state le iniziative avviate: la comunità di Lourdes; l’Università di Tirana; le aperture verso nuovi Paesi come la Croazia, la Polonia, gli Stati Uniti; l’acquisizione della società di formazione Elea; la nascita di nuovi centri scolastici e assistenziali in India o nei Paesi africani.

I religiosi presenti in Capitolo hanno apprezzato questo sviluppo, che ha visto anche una crescita numerica di “nuovi entrati” (oggi i religiosi sono circa 400). Non hanno evitato di chiedere approfondimenti su come si sono affrontate situazioni complesse per iniziative di grande valore - a partire da quella del Centro di ricerche Nerviano Medical Sciences (nella foto una visita al Centro NMS da parte dei vertici della CFIC)- ricevendone dettagliate informazioni attraverso la relazione amministrativa di fratel Natalino Poggi.

Padre Mozzetta ha voluto esprimere con forza la propria convinzione che la Congregazione è giovane e forte, al seguito di un cristiano di grande carisma come Luigi Monti.

Il momento a livello internazionale non è dei migliori, si fanno sentire tensioni in Paesi in cui la Congregazione è presente, l’impegno economico è notevole per assicurare strutture e servizi di carità verso i più poveri, ma anche per sviluppare tematiche “nuove” come la ricerca scientifica in campo farmaceutico e come la formazione continua.

Padre Mozzetta è superiore generale dal 1992 e gli è riconosciuta una grande passione per la missione e la vita della sua Congregazione, che nel corso degli anni è divenuta sempre più internazionale. Oggi è presente in 20 Paesi e ultima nata è la presenza in Croazia, dallo scorso mese di maggio. Con la relazione il Superiore Generale chiude il suo mandato. Nei prossimi giorni il Capitolo affronterà molti aspetti della vita della Congregazione.

 


27 luglio 2010 – Nel Capitolo si lavora anche divisi per gruppi

I lavori dei 35 fratelli capitolari non si svolgono in questi giorni soltanto in aula, ma anche a gruppi. Sono stati infatti costituiti quattro aggregazioni per ciascuno dei continenti in cui è presente la CFIC: Africa, America, Asia ed Europa. Si tratta di un’opportunità offerta a tutti i partecipanti per potere affrontare in modo più approfondito argomenti specifici delle singole realtà territoriali. Ma non solo: ogni capitolare può aderire liberamente anche ad altri gruppi di lavori a tema a partire dai propri interessi. Sarà compito del Presidente del Capitolo determinare i singoli temi da affrontare e coordinare la formazione dei gruppi. 

 

 

 

 

 


 

27 luglio 2010 –  Il Capitolo riflette sulla qualità della vita consacrata 

Proseguono i lavori del Capitolo Generale in corso a Roma fino a domenica 8 agosto. A partire da oggi i fratelli prenderanno in esame il tema scelto come motivo conduttore dell’intera riunione: Scegli la vita, un’espressione tratta dal libro del Deuteronomio. È l’invito che Dio rivolge al suo popolo, eletto e chiamato ad una particolarissima forma di partecipazione all’amore del Padre: essere figli e non stranieri né schiavi. Nei prossimi giorni i capitolari rifletteranno sul primo aspetto del tema - Vivi la vita: l’alleanza - con un’attenzione particolare alla qualità della vita consacrata (spiritualità, preghiera, comunità) all’interno della CFIC.

«Nel suo DNA la Congregazione è molto vitale - si legge nel documento di lavoro -. Occorre lasciarla crescere come un corpo libero e maturo: che essa sia libera, liberata da scorie e da incrostazioni storiche e che, con coraggio e fedeltà allo Spirito, promuova il carisma montiano in atteggiamenti di onestà intellettuale. Il carisma è radicato dentro di noi, cresce e vive con il crescere dell'amore alla Congregazione, famiglia che abbiamo scelto, e con l'amore ai fratelli che ci sono stati affiancati».

 

Il riferimento al libro del Deuteronomio vuole richiamare la preoccupazione dello scrittore sacro di far risaltare la centralità del culto, la premura che il popolo torni alla fedeltà al suo Signore e alla Legge. «Anche noi oggi - è l’auspicio - siamo chiamati a ricondurre il nostro cammino a ciò che è davvero essenziale, cioè il carisma e il contributo che esso offre alla Chiesa».

Le origini della Congregazione affondano le loro radici in uno dei momenti di più intensa spiritualità vissuto dal Fondatore. L’identità della vocazione montiana viene infatti fatta coincidere, seppure in forma embrionale, con il 27 febbraio 1842, quando il giovane Luigi Monti, spinto dal proprio amore a Maria, si reca in pellegrinaggio al Santuario dell’Addolorata di Rho, alle porte di Milano. Dopo aver ricevuto l’Eucaristia si sentiva pieno di felicità. È allora che decise di farsi santo. Un traguardo che ogni cristiano deve fare proprio ogni giorno.

  


26 Luglio 2010 - Generazioni a confronto 

Generazioni, storie ed esperienze a confronto. I 35 membri del Capitolo Generale sono uno spaccato della ricchezza e vivacità di una Congregazione, quella dei Figli dell’Immacolata Concezione, che da oltre 150 anni porta nel mondo il carisma del Beato Luigi Maria Monti. Sono arrivati da vari Paesi e trascorreranno insieme due settimane di intenso lavoro. Abbiamo chiesto a due di loro di raccontarci emozioni e aspettative.

Il primo è fratel Ruggero Valentini, 56 anni, origini trentine, da qualche anno a Tirana come responsabile della Fondazione “Nostra Signora del Buon Consiglio” che gestisce l’omonima università. Al suo attivo ha la partecipazione già a ben 6 riunioni capitolari. A lui è stato chiesto di raccontare ai fratelli la propria esperienza. «L’avvicinarsi di un Capitolo - esordisce - suscita sempre molte aspettative. Dà la vivida sensazione che le cose possano finalmente cambiare nella direzione desiderata. Ma quale direzione? Anche in occasione del campionato mondiale di calcio ci si aspetta che la propria squadra vinca. E, finito il mondiale, ogni squadra torna a casa, dove tutto può ricominciare diverso da prima, per chi ha perso, e anche per chi ha vinto. Dopo il Capitolo noi non torniamo, ma siamo a casa, dove tutto “è” come prima. Nel campionato solo una squadra vince, le altre perdono. Il Capitolo, invece, raggiunge il suo obiettivo quando tutti hanno gareggiato per stimarsi a vicenda».

«Siamo qui - aggiunge fratel Ruggero - sapendo di vivere un’esperienza intensa, densa, a tratti tesa. È un’occasione per rivalutare questa caratteristica unica di noi religiosi, quella di esprimere tenacemente la libertà dei credenti di associarsi per dei valori condivisi e per un progetto comune».

Fratel Raùl Sena Vélez (nella foto), invece, sta vivendo la sua prima esperienza di capitolare. Viene dall’Argentina, da Cordoba, dove è maestro dei novizi. Ha 31 anni ed è in Congregazione dal 1997. «La mia è un’esperienza particolare perché ho lavorato anche nella commissione pre-capitolare generale. È stato come un momento di apprendistato e devo ringraziare i fratelli che nei mesi scorsi hanno voluto condividere con me i vari momenti dimostrando molta pazienza e comprensione. Durante un colloquio con il Superiore Generale ho detto che mi sentivo come un bambino messo sulle spalle di un adulto per poter guardare lontano. Essere a Roma in questi giorni è per me una delle esperienze più significative della mia vita. Tutte le fasi precedenti mi hanno creato una tensione spirituale che ha contribuito ad avvicinarmi alla meta».

Sono ben noti i legami dell’Argentina con l’Italia, resi ancor più forti da una presenza della CFIC nel Continente Latino Americano lunga quasi un secolo.«Il giorno prima di partire per Roma  - conclude fratel Raùl  - ho confessato ai miei novizi che mi sentivo come alla vigilia di un pellegrinaggio alla terra del Padre che mi avrebbe permesso di entrare in contatto con persone e con una cultura che hanno nel loro DNA la storia della Congregazione».

 

 

 

 


 

25 Luglio 2010 - Il saluto del Presidente del Capitolo  

Cari Confratelli, cari parenti, collaboratori e amici,

il 32° Capitolo generale della Congregazione dei Figli dell’Immacolata Concezione ha iniziato i propri lavori il 24 luglio 2010, battesimo di Padre Luigi Monti, fondatore.

Rivolgiamo a tutti voi il nostro pensiero cordiale perché chiamati in questi giorni a confrontarci sul documento di lavoro “Scegli la vita” possiamo individuare percorsi coraggiosi nella qualità della nostra vita religiosa in questo contesto storico in cui siamo partecipi.

Il Capitolo si è dato una struttura organizzativa per questi giorni di lavoro ed ha chiamato Fratel PIETRO NICOLAI (nella foto) alla Presidenza e Fratel RUGGERO VALENTINI alla Segreteria.

Come moderatori sono stati eletti: Padre DANIELE BERTOLDI, Padre ALEANDRO PARITANTI e Padre TOUSSAINT TSHINGOMBE.

Come scrutatori i fratelli MARTIN CHERUMADATHIL e ACHIRI MBUNGONG.

Inoltre ha provveduto a nominare la Commissione amministrativa che ha il compito di esaminare la situazione economica della Congregazione. Sono stati scelti i fratelli DANIELE BERTOLDI, GUSTAVO FERREYRA, JAMES CHITTETH, GIOACCHINO SANTORO, PIETRO PUDDU.

Alle ore 18 di ieri, il cardinale Salvatore De Giorni ha presieduto la messa inaugurale del Capitolo.

 

Fratel Pietro Nicolai,

Presidente del Capitolo Generale

 

   


 24 Luglio 2010 - Messa inaugurale con il Cardinale De Giorgi

Con una solenne celebrazione eucaristica presieduta dal card. Salvatore De Giorni, arcivescovo emerito di Palermo, ha preso il via ufficialmente il 32° Capitolo generale. Ha concelebrato anche padre Giuseppe Renzi nel giorno anniversario della sua ordinazione sacerdotale avvenuta 40 ani fa. Il coro "La Miniera" di Sesto San Giovanni (Milano) ha animato la liturgia eseguendo la MissaCaritatis in onore del Beato Luigi Maria Monti, composta e diretta dal maestro Renzo Bertoldo.

Padre Aurelio Mozzetta ha introdotto la messa ricordando che nella chiesa della Casa generale sono conservate le spoglie mortali di fratel Bonifacio Pavletic «che richiamano una storia di santità e di bene seminati negli anni ed ora rappresentata dalla carità operosa nel mondo».  

Il card. Salvatore De Giorgi, da molti anni amico della Congregazione dei Figli dell’Immacolata Concezione, ha richiamato nell’omelia la sua devozione nei confronti del Fondatore e la stima per la CFIC. Ha inoltre definito in Capitolo «un momento di verifica, purificazione, proposta e rinnovato impegno verso la santificazione». In particolare, ha sottolineato che il vero protagonista di un momento così significativo deve essere Dio e che le nomine devono quindi essere fatte “secondo Dio”, l’unico che conosce e giudica le intenzioni del cuore. Ha inoltre invitato la CFIC a restare fedele all’insegnamento di Padre Monti ricalcando le orme incancellabili della presenza di Dio in una società sempre più secolarizzata e segnata dall’edonismo e dal relativismo.

Al termine della messa, ringraziando “La Miniera” per l’animazione liturgica, ha aggiunto: «Quando sento un coro penso che così dovrebbe essere anche la Chiesa: un insieme di voci distinte che però si esprimono in sintonia seguendo un unico maestro».

   


24 Luglio 2010 - Ci scrive il pronipote di Padre Monti...

 Pubblichiamo un messaggio giunto al Capitolo da Ludovico Monti, pronipote del Fondatore. Un contributo che affonda le proprie radici in un legame con la Congregazione dei Figli dell’Immacolata Concezione che unisce il ricordo dell’illustre antenato con il carisma che da oltre 150 anni i fratelli diffondono nel mondo.  

                                                                                     LUCI E RICORDI DEL BEATO

Ecco, è il 24 Luglio!

Busso; poi mi accosto silente all’aula capitolare.

E vedo che Egli è insieme a loro.

Vedo la Sua figura soave, tracciata dal Cardinal Martini : “…modesto e semplice in qualsiasi circostanza, anche nella propria famiglia sperimentò la povertà, vissuta poi all’interno del proprio Istituto; il suo animo puro rifletteva in tutto l’atteggiamento esteriore: modestia degli occhi, parole misurate, comportamento dignitoso verso tutti …”.

E vedo anche  l’alato compositore, dipinto da Igino Giordani : …una vicenda umana zeppa d’insidie e d’incomprensioni, confrontata con una pazienza che non molla mai, una fortezza che resiste sempre, un discernimento che dipana il filo dei suoi disegni…”.

E sento che  mi è caro nel Suo monito “ renditi utile” :un messaggio valevole per tutti, di facile acquisizione, la cui immensa efficienza potrebbe sanare ogni immenso degrado.

E sento ancora di esserGli grato per avermi additato, al di là di ogni   piatta esperienza quotidiana, la  riposta significazione dell’esistenza.

Io  sono qui per rendermi utile.

Ludovico Monti

  


24 Luglio 2010 - Padre Aurelio Mozzetta introduce i lavori del Capitolo e ricorda la scomparsa di fratel Pietro Bottagisio, deceduto nella notte a Montefiascone 

Il 32° Capitolo generale della CFIC si è aperto il 24 luglio, giorno che ricorda il 185° anniversario della nascita di Luigi Maria Monti, Fondatore e Padre della Congregazione. Ma non solo: in questa data ricorre anche il 6° anniversario della consacrazione del Santuario di Saronno, atto che chiuse il precedente Capitolo celebrato a Barza di Ispra nel luglio 2004.

Padre Aurelio Mozzetta (nella foto), introducendo i lavori, ha ricordato tutti i fratelli malati e annunciato la scomparsa di fratel Pietro Bottagisio, deceduto durante la notte a Montefiascone alla veneranda età di 88 anni. Un pensiero è stato inoltre rivolto ai fratelli che proprio oggi festeggiano il loro compleanno: Luigi Prandina (90 anni), Cleophas Nsimba (40) e Gianluca Ferrara (35). Il Superiore generale ha definito il primo «un monumento di fedeltà, di amore alla Congregazione e di altissima professionalità apostolica».

Padre Mozzetta si è rivolto ai confratelli dicendo che «il tempo della timidezza è finito». «Occorre ora puntare in alto - ha proseguito -, navigare sul mare aperto dello Spirito di Dio, avendo chiaro che la testimonianza da dare a Gesù o si fa profezia o è soltanto protesta e chiacchiera inutile. Occorre non vergognarsi di Luigi Monti, religioso consacrato laico e infermiere, che in una vita ordinaria ed apparentemente senza interesse alcuno, divenne un gigante della santità. Egli è padre per ciascuno di noi: senza di lui semplicemente non siamo».

Parlando ancora ai membri del Capitolo, il Superiore generale ha ribadito che «occorre sapere che ogni tentativo di mantenere la visione nei limiti di referenza del piccolo mondo che viviamo (provinciale, regionale, statale, culturale) o, peggio, del nostro raggio o interesse personale, sarebbe soltanto un tradimento della missione che ci è stata affidata e ucciderebbe la nostra azione, portando con sé la morte nostra e della stessa Congregazione».

Il tema scelto per caratterizzare il 32° Capitolo generale (Scegliamo la vita) è un invito ad affidare se stessi e i lavori allo Spirito Santo. «Per poterlo fare - ha richiamato padre Mozzetta - dobbiamo soltanto seguire le indicazioni della volontà di Dio, non le nostre. Essere semplici strumenti inutili della sua Parola, servitori del suo Regno».   

 

  

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