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Ivan 150 anni dopo

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Ivan 150 anni dopo BONIFACIO PAVLETIC' ANIMA DI KUTINA Le foto (RV 2014): il busto bronzeo di fratel Ivan Bonifacio Pavletic' a Kutina (Croazia) e i partecipanti all'incontro di fine luglio davanti all'antica chiesetta in legno della Moslavina. Nacque da queste parti nel 1864 il religioso della Congregazione dei Figli dell’Immacolata Concezione che è entrato nella simpatia e nella devozione dei cristiani di Croazia. E proprio Kutina ha ospitato dal 26 al 31... Leggi tutto...
Santa Fe

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Santa Fe (Argentina): 50 anni di educazione COME ALBERI PIANTATI LUNGO UN FIUME La foto: i grandi alberi del complesso scolastico "Padre Monti" di Santa Fe regalano ombra preziosa agli studenti e sono simbolo della forza dell'educazione fatta con amore. Compie cinquant’anni la struttura educativa montiana della città di Santa Fe De La Vera Cruz, adagiata sul versante ovest del grande fiume Paranà, in Argentina. Città operosa, realizzata grazie alla forza... Leggi tutto...
Lourdes: il seme gettato

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Lourdes: il seme è gettato I FRUTTI MATURI DELLO SPIRITO La foto (Viron 2014): il gruppo dei pellegrini, con qualche assente, che ha condiviso, l'intensa esperienza di Lourdes. Al centro il cardinale Giuseppe Versaldi, delegato pontificio. Per la maggioranza è stata la prima volta. E Lourdes non delude, carica com’è di senso religioso nell’ampio spazio dedicato al santuario e perfino nella città commerciale zeppa di alberghi e negozi di articoli... Leggi tutto...
Lourdes dà "il resto"

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Senso e controsenso di un pellegrinaggio LOURDES DA' "IL RESTO" La roccia della grotta, la luce della candela, l'acqua della sorgente: gli ingredienti della ricetta di Lourdes. Nella foto in alto i partecipanti al pellegrinaggio. I rappresentanti della Congregazione dei Figli dell’Immacolata Concezione sono a Lourdes. Cinquanta religiosi e alcuni amici: quel “resto” di un popolo smarrito che, biblicamente, basta a dar inizio al nuovo. Si conclude così... Leggi tutto...
Aristide Premoli

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Fratel Aristide va alla guerra SUL FRONTE ALBANESE E TRENTINO Le foto: Aristide Premoli CFIC e alcuni schizzi del suo "Diario" che illustrano il Porto di Valona in Albania, dove fu soldato. La Grande Guerra 1914-18: abbiamo da pochi giorni ricordato i cento anni dell’attentato di Sarajevo che fu all’origine dell’inutile strage, come la definì papa Benedetto XV. Fratel Aristide era nato a Saronno nel 1888 e fu il primo maestro della Congregazione. Nel 1915,... Leggi tutto...
Spirito di Sardegna

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Cuglieri (Oristano) SPIRITO DI SARDEGNA L'estate è tempo per imparare lo stile della semplicità. Nella Sardegna che guarda a Ovest sta il borgo di Cùglieri, terra di montagna che degrada verso il mare incontaminato. A 800 metri di altitudine, tra i verdi boschi di lecci e l’azzurro che sa proprio di cielo, si trova un Centro di spiritualità per giovani. La località ha un nome che da solo evoca sapori e saperi: Funtana ‘e s’ozzu, ovvero... Leggi tutto...
Fratel Ettore dei Poveri

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Fratel Ettore dei poveri QUESTO LIBRO E' LA FINE DEL MONDO! Fratel Ettore Boschini raccontato in un best seller del momento. Un libro che ti sta comodo in tasca e che leggi pure in autobus stando in piedi. Che ti fa pensare e perfino sorridere. Non per nulla da alcuni giorni è al vertice della classifica dei libri religiosi secondo www.ibs.it il sito di riferimento per gli editori italiani. È la storia di un frate fuori dal coro e imprevedibile, quel fratel Ettore noto ai... Leggi tutto...

Ivan 150 anni dopo

BONIFACIO PAVLETIC' ANIMA DI KUTINA

Le foto (RV 2014): il busto bronzeo di fratel Ivan Bonifacio Pavletic' a Kutina (Croazia) e i partecipanti all'incontro di fine luglio davanti all'antica chiesetta in legno della Moslavina.

Nacque da queste parti nel 1864 il religioso della Congregazione dei Figli dell’Immacolata Concezione che è entrato nella simpatia e nella devozione dei cristiani di Croazia. E proprio Kutina ha ospitato dal 26 al 31 luglio scorsi oltre quaranta ospiti provenienti da tutto il mondo, tra i quali un gruppo di religiosi montiani. Giovani e adulti locali si sono aggiunti nel ricordo di Ivan attraverso eventi organizzati da p. Mariano Passerini con la collaborazione di volontari. I momenti di riflessione e di preghiera sono stati proposti nei luoghi vissuti dal giovane Ivan, nella dolce terra di Moslavina, prima di emigrare verso l’Austria e in seguito raggiungere Roma per consacrare la sua vita accanto al Beato Luigi Monti. Un particolare effetto di trascinamento lo ha suscitato il mix di africani e albanesi, attraverso i loro balli tradizionali. Alla fine grande soddisfazione da parte di tutti, dandosi appuntamento per il prossimo anno a Tirana (Albania) e nel 2016 in Polonia per la Giornata mondiale dei giovani. All’iniziativa è stato presente anche il vescovo di Sisak, Vlado Košić, che ha portato il suo stile aperto e accogliente. Un caldo ringraziamento è stato manifestato per le famiglie che hanno accolto gli ospiti con grande generosità. Ormai fratel Bonifacio è nel cuore di tutti (11/08/2014). 

 

Santa Fe (Argentina): 50 anni di educazione

COME ALBERI PIANTATI LUNGO UN FIUME

La foto: i grandi alberi del complesso scolastico "Padre Monti" di Santa Fe regalano ombra preziosa agli studenti e sono simbolo della forza dell'educazione fatta con amore.

Compie cinquant’anni la struttura educativa montiana della città di Santa Fe De La Vera Cruz, adagiata sul versante ovest del grande fiume Paranà, in Argentina. Città operosa, realizzata grazie alla forza d’animo degli immigrati, tra i quali moltissimi gli italiani. Oggi è una scuola di quasi millecinquecento studenti, articolata dalla materna fino alle superiori. Vi opera una piccola comunità religiosa, guidata da fratel Leandro e coadiuvata da un gruppo di docenti e amministratori fortemente impegnato nella missione educativa. Nonostante le difficoltà economiche del Paese e i tagli alla scuola cattolica convenzionata, a Santa Fe si avverte un clima di fiducia e di collaborazione. Con la crescita della città la scuola ebbe subito un grande sviluppo, in risposta alle esigenze educative delle famiglie e dell’intera società argentina. Tra i padri fondatori, solo per ricordare i defunti, si segnalano i religiosi Edoardo Gatti, Renato Tibaldi, Martin Cuello, Guido Vallejo, Carlos Vece. L’attività di istruzione è integrata con un significativo sforzo di annuncio evangelico tra le nuove generazioni, in una terra fortemente caratterizzata dal senso religioso sebbene incalzato da pressioni culturali orientate ad una diversa visione della vita (07/08/2014).

 

Lourdes: il seme è gettato

I FRUTTI MATURI DELLO SPIRITO

La foto (Viron 2014): il gruppo dei pellegrini, con qualche assente, che ha condiviso, l'intensa esperienza di Lourdes. Al centro il cardinale Giuseppe Versaldi, delegato pontificio.

Per la maggioranza è stata la prima volta. E Lourdes non delude, carica com’è di senso religioso nell’ampio spazio dedicato al santuario e perfino nella città commerciale zeppa di alberghi e negozi di articoli religiosi. Lo testimonia l’ampia letteratura che si è occupata di questa città. Per la stessa Congregazione dei Figli dell’Immacolata Concezione si è trattato del primo pellegrinaggio così rappresentativo dei diversi continenti della sua presenza. Alcuni laici hanno condiviso le giornate di spiritualità. Erano presenti anche due consorelle concezioniste. Due momenti hanno caratterizzato l’evento: il confronto sul progetto di un “Codice mariano” della Congregazione e la partecipazione ai tradizionali riti che rendono Lourdes indimenticabile. Quanto al “Codice mariano” i Fratelli hanno condiviso il significato di un lavoro in profondità che impegna la Congregazione per i prossimi mesi e che non avrà scadenze. Crescerà nel tempo. Per molti si tratta di un percorso innovativo, capace di generare frutti spirituali e rinnovamento carismatico (04/08/2014).

 

Senso e controsenso di un pellegrinaggio

LOURDES DA' "IL RESTO"

La roccia della grotta, la luce della candela, l'acqua della sorgente: gli ingredienti della ricetta di Lourdes. Nella foto in alto i partecipanti al pellegrinaggio.

I rappresentanti della Congregazione dei Figli dell’Immacolata Concezione sono a Lourdes. Cinquanta religiosi e alcuni amici: quel “resto” di un popolo smarrito che, biblicamente, basta a dar inizio al nuovo. Si conclude così l’Anno Mariano della Congregazione.È stato un anno di passione. 

Non ancora finita. Nelle prossime settimane verranno compiute scelte importantiper il destino delle opere montiane in Italia, a seguito dei problemi economici e non solo che si sono manifestati nella famiglia religiosa. Qualcuno farisaicamente si straccia le vesti, altri si pongono in autodifesa, e non mancano coloro che volentieri gettano benzina sul fuoco.

Di fronte al groviglio delle situazioni, delle circostanze, delle responsabilità, delle soluzioni e delle prospettive noi ci mettiamo semplicemente in cammino. Di fronte alla complessità dei fatti a rischio di generalizzanti giudizi o interpretazioni spettacolarizzanti ma deformate, noi andiamo a Lourdes. Ci aggrappiamo a una roccia. Ci lasciamo guidare dalla luce di una candela. Ci immergiamo nell’acqua, "humile et pretiosa et casta".

Questa scelta è disarmata. E ritenuta importante. Oppure troppo comoda. Ebbene, ci si lasci andare a Lourdes. Altri continuino pure con le loro sicurezze che non conducono mai alla profondità del senso. Noi andiamo a Lourdes (9/7/2014).

 

Fratel Aristide va alla guerra

SUL FRONTE ALBANESE E TRENTINO

Le foto: Aristide Premoli CFIC e alcuni schizzi del suo "Diario" che illustrano il Porto di Valona in Albania, dove fu soldato.

La Grande Guerra 1914-18: abbiamo da pochi giorni ricordato i cento anni dell’attentato di Sarajevo che fu all’origine dell’inutile strage, come la definì papa Benedetto XV.

Fratel Aristide era nato a Saronno nel 1888 e fu il primo maestro della Congregazione. Nel 1915, chiamato alle armi e dapprima inviato sul fronte trentino, inizia il suo servizio nel “reparto sanità”. Nel novembre viene trasferito in Albania, dove resterà fino a metà del 1916; dal mese di luglio lo troviamo in servizio ospedaliero a Torino fino al gennaio 1919.

Nella prima fase della sua esperienza militare Premoli scrive un taccuino di memorie, illustrato da disegni degli scenari di guerra e ricco di riflessioni. Il ritorno nella comunità religiosa, dopo quattro anni, lo vedrà segnato in profondità, tanto da dover rinunciare sia agli studi per diventare prete sia a quelli di medicina, che aveva iniziato.

Religioso delicato e raffinato, per trent’anni sarà insegnante e direttore di alcune opere della Congregazione, fino alla morte avvenuta nel 1948, nello stesso luogo, giorno e mese (27 settembre) della sua nascita (07/07/2014).

 

Cuglieri (Oristano)

SPIRITO DI SARDEGNA

L'estate è tempo per imparare lo stile della semplicità.

Nella Sardegna che guarda a Ovest sta il borgo di Cùglieri, terra di montagna che degrada verso il mare incontaminato. A 800 metri di altitudine, tra i verdi boschi di lecci e l’azzurro che sa proprio di cielo, si trova un Centro di spiritualità per giovani. La località ha un nome che da solo evoca sapori e saperi: Funtana ‘e s’ozzu, ovvero fontana dell’olio.

Per tutta l’estate incontri e attività di animazione saranno a disposizione di adolescenti e giovani, preparati con cura da animatori e sacerdoti dell’isola. Tra di essi anche il vescovo monsignor Morfino, che terrà due settimane di formazione. Per conoscere il programma si può telefonare al n. 0785.39655 o chiedere all’indirizzo mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Il Centro Spiritualità “Santissima Annunziata” opera da trent’anni a servizio della fede dei più giovani e ha saputo mantenere questa missione divenendo un punto di riferimento (03/07/2014).

 

Fratel Ettore dei poveri

QUESTO LIBRO E' LA FINE DEL MONDO!

Fratel Ettore Boschini raccontato in un best seller del momento.

Un libro che ti sta comodo in tasca e che leggi pure in autobus stando in piedi. Che ti fa pensare e perfino sorridere. Non per nulla da alcuni giorni è al vertice della classifica dei libri religiosi secondo www.ibs.it il sito di riferimento per gli editori italiani. È la storia di un frate fuori dal coro e imprevedibile, quel fratel Ettore noto ai milanesi per essersi fatto in quattro tra i senza fissa dimora che ruotano attorno alla Stazione Centrale.

La penna di Emanuele Fant, autore de “La mia prima fine del mondo” (Editrice Monti, pag. 120, euro 10), ha saputo con efficacia e realismo tratteggiare la personalità di fratel Ettore, grazie alla frequentazione del frate e della sua opera. Emanuele è un ragazzo punk come i suoi due amici che, in un percorso umano libero da preconcetti, finiscono per essere conquistati dal vigore a tutto tondo del religioso camilliano.

La lettura del testo ci sospinge quasi in una narrazione cinematografica, ricca di colpi di scena e di situazioni estreme. I tre punk alla fine prendono strade diverse, maturati interiormente dal confronto con un religioso apparentemente inafferrabile eppure così materiale. Dietro la corazza di un uomo tutto d’un pezzo, a tratti pure difficile, c’è la semplicità di un bambino. Un binomio improponibile, ma una costante tra i santi veri. La lettura di questo testo è scorrevole e avvincente: quando il tram arriva al capolinea, l’hai già letto tutto (01/07/2014).