"Scegli la vita": giorno per giorno la cronaca

del 32° Capitolo Generale della CFIC

5 agosto 2010 – ELETTO IL NUOVO SUPERIORE GENERALE

FRATEL RUGGERO VALENTINI

NUOVO SUPERIORE GENERALE

«Nella mia qualità di Presidente di questo 32° Capitolo generale della Congregazione dei Figli dell'Immacolata Concezione, notifico e pubblico che il Fr. RUGGERO VALENTINI è stato validamente eletto Superiore generale della nostra Congregazione (Costituzione n. 29)».

Fr. Pietro Nicolai, Presidente del Capitolo

Nella foto: il passaggio di consegne tra padre Aurelio Mozzetta (a destra) e il nuovo Superiore Generale.

 UN RELIGIOSO LAICO ALLA GUIDA DELLA CFIC

PER LA PRIMA VOLTA DOPO IL BEATO MONTI

Roma, 5 agosto 2010. Fratel Ruggero Valentini è il nuovo Superiore generale della Congregazione dei Figli dell'Immacolata Concezione (CFIC). È stato eletto questa mattina dal Capitolo generale alla seconda votazione. Negli oltre 150 anni di vita della CFIC è la seconda volta che un religioso laico viene chiamato alla guida della Congregazione. Prima di lui, soltanto il fondatore – il Beato Luigi Monti – aveva ricoperto la carica senza essere  sacerdote. Prende il posto di padre Aurelio Mozzetta in carica dal 1992. Fratel Ruggero Valentini è nato a Tuenno, in Provincia di Trento, nel 1954. Si è fatto religioso nella comunità di Padre Monti consacrandosi con i voti perpetui nel 1979. Ha effettuato studi classici, orientandosi ben presto verso il mondo della formazione professionale dei giovani  assumendo compiti di responsabilità in strutture operative in Lombardia, partecipando anche alla vita associativa di enti di ispirazione cattolica. Ha dedicato molti anni alla Casa madre di Saronno, sede del Santuario dedicato al Fondatore Padre Monti. A lui si deve l'avvio dell'Editrice Monti e della libreria InChiostro.

Ad Arco (Trento) negli ultimi anni ha dato vita ad un progetto integrato con una cooperativa di famiglie per lo sviluppo di iniziative scolastiche, dalle elementari alle scuole superiori. Da alcuni anni è presidente della Fondazione Nostra Signora del Buon Consiglio di Tirana (in Albania) che gestisce l'omonima università fondata dalla CFIC nella capitale albanese. Si tratta di un'interessante esperienza accademica basata sulla collaborazione con atenei di Milano, Roma e Bari. Ha sempre avuto una particolare attenzione per il mondo della comunicazione e dell’associazionismo.

 


6 agosto 2010 – ELETTO IL NUOVO CONSIGLIO GENERALE 

Il 32° Capitolo Generale della Congregazione dei Figli dell’Immacolata Concezione ha anche eletto, nel corso della mattinata, i quattro Assistenti che, con il Superiore Generale, compongono il Consiglio Generale. Da sinistra a destra nella foto, in prima fila: fratel Esteban Duarte (Argentina), padre Giuseppe Pusceddu (Italia), fratel Ruggero Valentini (Italia ma proveniente dall'Albania), padre Daniele Bertoldi (Italia ma proveniente dalla delegazione Nordamericana) e padre Lukose Kaitharathottyil (India).

(Nella foto: il nuovo Consiglio Generale, con tutti i delegati).


Si è svolto a Roma dal 24 luglio all'8 agosto 2010

il 32° Capitolo Generale della Congregazione dei Figli dell'Immacolata Concezione (CFIC)

I 35 rappresentanti dei circa 400 fratelli che fanno parte della comunità religiosa hanno eletto il 9° successore del Beato Luigi Maria Monti - il Fondatore -  riflettendo sul futuro della Congregazione nella Chiesa e nel mondo. La CFIC, nata più di 150 anni fa, è attualmente presente in una ventina di Paesi ed opera prevalentemente nei settori della sanità, dell'assistenza ai minori disagiati e della formazione professionale. Gestisce importanti strutture ospedaliere (IDI e San Carlo di Nancy a Roma), laboratori farmaceutici e di ricerca scientifica (NMS), poliambulatori medici. Da qualche anno ha avviato a Tirana (Albania) l'Università Nostra Signora del Buon Consiglio che sperimenta nuove forme di sinergia con vari atenei italiani. I diplomi di laurea rilasciati (Medicina, Farmacia, Infermieristica, Odontoiatria, Economia e commercio e Scienze Politiche) sono riconosciuti anche in Italia. Alla CFIC fa capo la casa Editrice Monti con sede a Saronno (Varese), casa madre della Congregazione. Il Capitolo Generale è stato aperto sabato 24 luglio da una solenne eucaristia presieduta dal cardinale Salvatore De Giorgi.

 

  Nell'immagine il Logo del 32° Capitolo Generale della CFIC realizzato dall'artista Amedeo Brogli.

Continui aggiornamenti delle gallerie fotografiche e dei documenti del Capitolo.

 

 

 

 

 


9 agosto 2010 - INTERVISTA CON IL NUOVO SUPERIORE GENERALE: «LAVORERÒ PER SUSCITARE LA RESPONSABILITÀ NEGLI ALTRI» 

Per fratel Ruggero Valentini, il nuovo Superiore generale, è arrivato il momento di immergersi nelle responsabilità che derivano dall'essere stato posto alla guida della Congregazione. I fratelli capitolari stanno lasciando Roma per tornare alle loro comunità e per lui si apre un cammino che dovrà percorrere per i prossimi sei anni.

 

Preoccupazioni? Timori? Con quali sentimenti ci si appresta ad iniziare questo viaggio?

«Al momento dell'elezione mi sono venute in mente due immagini bibliche. La prima è quella di Mosè che deve andare a parlare con il Faraone e si dichiara non adeguato. Alla fine però parte, pur nella consapevolezza dei propri limiti. La seconda è quando san Paolo dice di non essere ancora pronto, ma accetta ugualmente di correre fino alla morte. In questo momento mi sento ricco delle tante esperienze vissute: la formazione professionale dei giovani, il mondo del volontariato italiano, la pratica dello scoutismo, il curare molto i rapporti con mondi assai diversificati, il leggere e scrivere molto».

 

Che stile adotterà il nuovo Superiore generale?

«Sono un tipo che non si impone, ma che cerca di suscitare la responsabilità negli altri. Il metodo cristiano non deve essere quello di imporre ad altri le proprie convinzioni».

 

La novità più significativa uscita dal Capitolo è l'elezione di un Superiore generale non sacerdote. Qual è il senso di questa svolta?

«Da un certo punto di vista non cambia niente rispetto a prima perchè  nella nostra Congregazione ciò che conta non è essere preti o religiosi laici. Non c'è differenza alcuna. Siamo sempre quelli di prima, cioè portatori di un carisma aperto ad entrambe le vocazioni. Da un altro punto di vista è però vero che questa elezione mette in evidenza il desiderio di accentuare questa dimensione laicale presente nella CFIC, a partire dallo stesso Fondatore. Molti sono contenti di questa novità. È un fatto che può dire qualcosa anche alla Chiesa più vasta: i ruoli che si ricoprono devono essere visti come un servizio non come carriera. Devono essere attribuiti alle persone che sembrano più adatte a svolgere una certa missione in un determinato momento storico».

 

Il Capitolo ha però scelto ancora una volta un italiano, e questo nonostante la crescente presenza di fratelli stranieri, soprattutto dei cosiddetti Paesi emergenti.

«È vero. Voglio però precisare che in questi Paesi la presenza dei fratelli è anagraficamente molto giovane. Lo “zoccolo duro” della CFIC è ancora italiano, se non dal punto vista numerico sicuramente da quello carismatico. In questa fase gli italiani devono assumersi il ruolo di far maturare gli altri fratelli nel mondo. Devono accompagnare la crescita delle altre piante che stanno spuntando un po' ovunque e che già danno un apporto di freschezza e di vitalità».

 

Quali sono le sfide che attendono i Figli dell'Immacolata Concezione nei prossimi anni?

«In Europa è l'essere capaci di stare dentro i grandi temi che fanno riflettere il vecchio mondo: emergenza educativa, bioetica, umanizzazione degli ospedali, anche con scelte coraggiose. Nel sud del mondo il grande impegno è dare sviluppo al vigoroso sorgere di iniziative per rispondere alle emergenze e alle povertà. Occorrerà valorizzare anche le figure dei religiosi di questa parte del mondo, portatori di una ricchezza di spiritualità che può giovare a tutti. Ha ragione il Papa a ribadire che l'Africa è il polmone spirituale dell'umanità. Occorrerà inoltre dare sostegno economico a questa effervescenza di iniziative, valorizzando tutte le risorse umane. Centrale sarà poi il tema della formazione, che riguarda un po' tutti: si cura il corpo, ma ci si cura meno dello spirito e della formazione».

(Nella foto: il nuovo Consiglio Generale posa con la statua di Padre Monti).


8 agosto 2010 - TUTTI I “REGISTI” DEL CAPITOLO

Fratel Aldo Genova può finalmente tirare un sospiro di sollievo. Il 32°  Capitolo generale si è concluso e tutto è andato nel migliore dei modi. A lui era stato affidato il ruolo di Commissario logistico, in pratica colui che ha avuto la responsabilità di curare gli aspetti tecnico-organizzativi di un evento così impegnativo e complesso. «Sono stato nominato a marzo e per me si è trattato della terza esperienza, avendo già coordinato il precedente Capitolo di Barza d’Ispra e partecipato alla realizzazione di quello di Montefiascone. Il primo adempimento consiste nell’effettuare dei sopralluoghi per verificare gli aspetti logistici della location: sala capitolare, ufficio di segreteria, ufficio di presidenza, locali per eventuali riunioni... Il tutto in stretta collaborazione con i responsabili del luogo prescelto».

Quali sono i problemi principali? «Si comincia con l’affrontare le difficoltà legate all’arrivo di 35 fratelli da varie parti del mondo in giorni e orari diversi. Bisogna organizzare l’accoglienza e tenere presenti esigenze e abitudini differenti». Per esempio? «Quelle legate all’alimentazione sono importanti. C’è poi chi ha la necessità di reperire medicine spesso non in vendita nelle farmacie italiane. Insomma, bisogna accompagnare e “coccolare” i fratelli per l’intera durata del Capitolo».

Che cosa lascia una simile esperienza? «Èsicuramente un grande dono. L’avere inoltre la possibilità di potere accedere in sala capitolare mi ha offerto l’opportunità di seguire il dibattito. Un Capitolo importante e di svolta come questo è stato per me un momento di grande crescita personale».

Alla buona riuscita dell’evento hanno contribuito anche altre persone. In primo luogo la Segreteria capitolare, che ha avuto il delicato compito di verbalizzate tutte le sedute e di gestire le votazioni. Ecco i nomi dei segretari: fratel Rolando Sebastiani, padre Shaji Ullattil, padre Emmanuel Mvomo, fratel Leandro Lobato. Sono stati coordinati per quasi tutto il tempo da fratel Ruggero Valentini e, dopo la sua elezione a Superiore generale, da fratel Stefano Caria. Le luci nell’ufficio di segreteria, a lavori in aula ultimati, si spegnevano a notte fonda, dovendo provvedere alla verbalizzazione di ogni intervento e decisione adottata. Padre Aleandro Paritanti, infine, è stato l’animatore liturgico dell’intero Capitolo. Un ruolo decisivo per un evento basato non soltanto sulle parole, ma ancor di più sulla preghiera.

 

 (Nella foto: Saverio Clementi intervista fratel Aldo Genova).


7 agosto 2010 - UN POOL DI TRADUTTORI PER POTER COMUNICARE

Sono stati una presenza discreta e preziosa per l'intera durata del Capitolo Generale. Grazie a loro l'ostacolo rappresentato dalla pluralità linguistica non ha impedito la comunicazione. Parliamo del gruppo di interpreti (sei per la precisione) che ha seguito tutte le sedute garantendo la traduzione simultanea degli interventi. Ecco i loro nomi: Peter Farrell, Paul Nicholas Farrell, Fiorella Fiaccadori, Giovanna Francia, Silvia Mendez, Isabel Castilla-Civit. Sono tutti liberi professionisti legati all'Associazione internazionali degli interpreti di conferenza che rappresenta le circa 2800 persone che svolgono questa professione nel mondo. Ai fratelli capitolari hanno garantito la traduzione simultanea in italiano, inglese e spagnolo, da italiano, inglese, francese e spagnolo. Peter Farrell, origini americane, 64 anni, di cui 40 trascorsi in Italia, è il decano del gruppo. Esercita questa professione dal 1972 e da qualche anno unisce la presenza in cabina con quella di docente in una scuola per interpreti. I suoi contatti con la CFIC risalgono al 1998, ai tempi del Capitolo Generale che si tenne a Montefiascone. Allora fu assicurata soltanto la traduzione dall'italiano e dall'inglese. Un segno dei tempi per una Congregazione sempre più internazionale. 

Che cosa lascia ad un interprete, umanamente e professionalmente, la partecipazione ad un evento come un Capitolo, chiediamo a Farrell? «Ci lascia la grande soddisfazione di sapere che, grazie al nostro lavoro, persone provenienti da varie parti del mondo sono riuscite a capirsi. Diventiamo “ponti di comprensione”. Un altro aspetto che per noi è sintomo di aver lavorato bene è l'essere riusciti a diventare invisibili. Dobbiamo garantire una presenza discreta per permettere a chiunque di esprimersi con grande libertà». 

Quasi 40 anni di professione, chissà quante cose viste e sentite? «Avrei materiale per scrivere un libro. Tra i ricordi più belli ho quello di aver tradotto madre Teresa di Calcutta durante un affollato convegno a Roma nel 1998. Stava in aula Paolo VI nel silenzio assoluto. È lì che ho capito che una persona riesce facilmente a comunicare soltanto se ha qualche cosa di interessante da dire». E la traduzione più difficile fatta? «La prossima! Il nostro lavoro, per essere valido, deve basarsi su un concetto chiave: la preparazione previene le prestazioni pietose. Quattro P da tenere sempre presenti».

 (Nella foto: i traduttori con il nuovo Superiore Generale).


6 agosto 2010 – PELLEGRINAGGIO AL SANTUARIO DEL DIVINO AMORE

Il 32° Capitolo Generale si avvia alla conclusione. Venerdì pomeriggio i fratelli si sono recati al Santuario del Divino Amore, uno dei centri spirituali più amati e frequentati dai romani. Si è trattato di un momento di preghiera e di ringraziamento che ha assunto un significato particolare anche per la presenza della Superiora generale delle Figlie dell'Immacolata Concezione della Carità, madre Marta Antonia Robles, l'altra congregazione che si ispira al carisma montiano. Fratel Ruggero Valentini, il nuovo Superiore generale, ha così avuto la possibilità di incontrare e di pregare con la responsabile del ramo femminile della famiglia montiana.

Il pellegrinaggio si è articolato in due momenti: prima una “Via Matris” con tappe di avvicinamento al Santuario, quindi la celebrazione della Messa. Ha presieduto padre Aurelio Mozzetta come ultimo atto spirituale del suo mandato. Il Superiore generale uscente ha richiamato nell'omelia alcuni messaggi ricevuti in questi giorni da vari fratelli sparsi nel mondo. Testimonianze e ricordi dei suoi 18 anni alla guida della CFIC. «Ricordare – ha puntualizzato padre Mozzetta – non è un atto del passato, bensì del futuro. Se si fa memoriale diventa profezia». Ha concluso l'omelia invitando i confratelli a «vivere con orgoglio l'essere figli di una Regina, la Madonna, e del Beato Monti».

(Nella foto: padre Mozzetta, madre Robles, fratel Valentini).


5 agosto 2010 – Si vota per il Superiore Generale

Sono iniziate questa mattina le votazioni per eleggere il nuovo Superiore Generale della Congregazione, colui che dovrà guidare l’intera comunità montiana per i prossimi sei anni. Non appena il nome del successore del Beato Monti uscirà dall’aula capitolare provvederemo a pubblicare la notizia su questo portale. Domani mattina si procederà invece all’elezione dei quattro fratelli (Assistenti) che, con il Superiore Generale, formeranno il Consiglio Generale, l’organismo deputato al governo della CFIC.

(Nella foto: l’aula capitolare si appresta a votare il nuovo Superiore Generale).

 


 

4 agosto 2010 – Comunicare il Carisma Montiano

Una Congregazione religiosa sempre più internazionale e missionaria deve imparare a comunicare. Fare i conti con il mondo dei media è oggi un passaggio obbligato per chiunque: è infatti in questo moderno aeropago che si esprimono pubblicamente i pensieri, si scambiano le idee, vengono fatte circolare notizie e informazioni di ogni genere.

L'enciclica Novo Millennio Ineunte invita la Chiesa a vivere in questo contesto con un nuovo dinamismo, consapevole che la comunione ecclesiale e la missione evangelizzatrice trovano nei media un campo privilegiato di espressione. Questi ultimi sono infatti un fattore decisivo per la crescita dei singoli individui, della società e della Chiesa nelle sue diverse aggregazioni e nell'incarnazione dei molteplici carismi che caratterizzano la sua presenza nel mondo.

L'attenzione agli strumenti di comunicazione ha, all'interno della CFIC, un illustre e autorevole antesignano: il Beato Luigi Monti. E' infatti sufficiente ricordare quanto fece il Fondatore per promuovere iniziative di formazione tecnico-professionale nell'ambito della grafica, sviluppatasi successivamente nell'attività di stampa e oggi anche nell'editoria. È a partire da quell'intuizione che a Saronno è presente un centro di eccellenza nel campo della stampa digitale, collegato all'Istituto tecnico industriale per le arti grafiche “Luigi Monti” e al Centro di formazione professionale “Padre Monti”. Sempre a Saronno hanno inoltre sede la libreria “InChiostro” e la casa editrice "Monti”.

Il tema della comunicazione è in questi giorni al centro del dibattito all'interno del Capitolo generale. Il carisma montiano viene oggi prevalentemente divulgato, almeno in Italia, attraverso due riviste: “Vita con” e “Dokita”.  La prima è finalizzata a divulgare ad un pubblico più eterogeneo le molteplici attività di chi si ispira all'insegnamento del Fondatore, con un'attenzione particolare alla cronaca e alla storia;  la seconda ha come obiettivi prioritari la diffusione delle iniziative di volontariato nel mondo e la crescita di una sensibilità internazionale.

Esistono poi altre pubblicazioni “minori” diffuse in ambiti più ristretti di taglio informativo interno, spirituale e pastorale. Non mancano inoltre riviste locali che danno voce alle iniziative delle comunità montiane sparse nel mondo. Ricco è il panorama della comunicazione on line sia in Italia che all'estero. In occasione del Capitolo è stato varato il nuovo portale www.padremonti.org (curato dall'Editrice Monti) che, una volta messo a regime, diventerà il principale canale d'accesso agli strumenti cartacei e on line che fanno riferimento alla Congregazione. Un primo traguardo è già stato realizzato offrendo a tutti gli amici della CFIC la possibilità di seguire “in diretta” i lavori del 32° Capitolo generale.

 


 

3 agosto 2010 – Autorità ed obbedienza: due parole da riscoprire

Autorità e obbedienza: due sostantivi che oggi non sono proprio di moda, soprattutto tra le nuove generazioni. Eppure, all’interno di ogni congregazione religiosa, regolano ancora i rapporti tra chi ha liberamente scelto di aderirvi. Il Capitolo generale ha iniziato ieri a riflettere sulla terza e ultima parte del documento di lavoro, che porta come titolo: “La responsabilità nella nostra vita consacrata”. Un tema che prende in considerazione vari aspetti dei rapporti nella comunità: «L’autorità religiosa - è scritto - è esercitata dai legittimi Superiori, i quali agiscono per il bene dei Fratelli, ispirandosi alla paternità di Dio. Essi non sono perfetti e possono sbagliare. L’amore ed il rispetto ad essi dovuti non sono  umiliazione né delega di responsabilità, ma adesione alla volontà di Dio e imitazione di Gesù al Padre, con il quale egli è “una cosa sola”».

Nel corso della sua storia, la CFIC ha via via perfezionato le modalità con cui regolare il delicato rapporto tra autorità e obbedienza. Costante è stata la preoccupazione di restare fedele all’insegnamento del Beato Monti anche in questo ambito. Oggi la Casa generale  - con sede a Roma - rappresenta il cuore pulsante della Congregazione, «il luogo della identificazione e dell’accoglienza, il centro che sovrintende alle attività di governo». È qui che risiedono e operano il Superiore generale e i suoi più stretti collaboratori.

Una delle novità introdotte dallo scorso Capitolo generale è la Conferenza dei Superiori Maggiori (CSM), che si è dimostrata un prezioso strumento di supporto e di aiuto. Durante il mandato 2004-2010 si è riunita 6 volte in varie parti del mondo: Roma (2005, 2007 e 2009), Cordoba/Argentina (2006), Kottayam/India (2007) e Saronno (2008).

La CSM ha lavorato all’approfondimento di temi importanti per la vita della Congregazione, quali la formazione e gli studentati internazionali, il Beato Fondatore e la santità montiana, la Missione ed il movimento internazionale dei Fratelli, la vocazione laicale ed il sacerdozio nella CFIC, l’identità e il ruolo di Province e Delegazioni, l’economia e la sostenibilità economica dei progetti apostolici, le dimissioni e gli abbandoni, il 150° anniversario di fondazione della CFIC, l’Assemblea generale del 2007, il Capitolo generale del 2010.

Il giudizio è decisamente positivo. Il cammino della CSM, infatti, ha rappresentato qualcosa di nuovo per la Congregazione e per ciascuno dei suoi membri. Si è rivelato un ottimo strumento di unità e di forza della leadership di Congregazione, oltre che molto arricchente sul piano personale.

(Nella foto: Piazza San Pietro il 9/11/2003, giorno della Beatificazione di Padre Monti).

 

 


 3 agosto 2010 - Un saluto del Presidente del Capitolo

 

Dopo la pausa domenicale ieri abbiamo ripreso i lavori. Il “ritmo” del Capitolo, la settimana scorsa, ha visto il grande impegno di tutti ed  è stato rispettato il piano programmato.

Stiamo facendo in modo che il “Documento di Lavoro” sia analizzato seriamente affinché si possa affrontare con coraggio e orgoglio il futuro.

Il “confronto” in aula mi sembra buono e vissuto con serietà, rispetto, chiarezza, coraggio delle proprie idee.

Non da ultimo la “preghiera” che scandisce molto bene il ritmo dei nostri giorni grazie anche all’impegno dell’animatore liturgico.

E non dobbiamo scordarci di dire grazie a coloro che stanno lavorando per il Capitolo:

-         gli interpreti che ci assistono in tutte le nostre sedute;

-         gli addetti alla segreteria che svolgono un lavoro silenzioso ma intenso e fondamentale;

-         il commissario logistico, indaffarato a non farci mancare nulla;

-         tutto il personale che lavora per il nostro ben-essere.

Ringraziamo infine tutti coloro che dall’esterno ci fanno pervenire, a vario titolo, la loro partecipazione, il loro ricordo, la loro vicinanza.

Rivolgiamo un affettuoso saluto a tutti i nostri Confratelli e ai collaboratori che stanno portando avanti tutte le “nostre” attività in un faticoso lavoro quotidiano.

Infine rivolgiamo anche un augurio di buon riposo a coloro che sono in ferie.

Il Beato Luigi Maria Monti ci benedica.

 

Fr. Pietro Nicolai

Presidente del 32° Capitolo Generale


2 agosto 2010 – Tutti i numeri del Capitolo

Sono 35 i membri del 32° Capitolo Generale. Qui si incontrano il Nord e il Sud del mondo, persone provenienti da 10 Paesi in rappresentanza dei circa 400 Figli dell’Immmacolata Concezione che si ispirano al carisma del Beato Monti. La CFIC, nata oltre 150 anni fa, è oggi diffusa in 20 nazioni. La Congregazione nel corso degli anni ha assistito ad un forte incremento di vocazioni fiorite nelle località dove sono presenti le sue opere.

Ma vediamo alcuni numeri. All’interno del Capitolo prevalgono gli italiani (11), seguiti dai religiosi provenienti da India (6) e Cameroun (4). Quindi, con 3 delegati ciascuno, Filippine e Argentina. Due rappresentanti sono arrivati da Canada, Congo e Albania. Un solo esponente a testa fa invece riferimento alle comunità di Corea del Sud e Bolivia.

Dalla statistica ricaviamo altri interessanti dati per quanto riguarda l’età media dei capitolari, che risulta sensibilmente diminuita rispetto al passato.

Ecco come sono ripartiti: 8 hanno un’età compresa tra i 30 e i 39 anni; 8 tra 40 e 49; 11 tra 50 e 59; 6 tra 60 e 69; soltanto 2 superano i 70 anni.

Se analizziamo questo elemento all’interno dei rappresentanti per Provincia o Delegazione, emerge che all’Italia (con una media di 60 anni) fanno riferimento i capitolari più anziani; segue l’Africa (50), Nord America e altri Paesi (49); Filippine (47), America Latina (45) e India (42). È l’ennesima conferma di un Occidente sempre più vecchio a fronte dei cosiddetti Paesi emergenti capaci di esprimere forze nuove e più giovani.

Per finire un dato relativo alla presenza di delegati preti e laici: 23 religiosi sacerdoti e 12 religiosi laici.

(Nella foto: vista dell'aula capitolare).

 


1° agosto 2010 – Un giorno di riposo prima del rush finale

È arrivato il giorno del riposo per i 35 capitolari che da più di una settimana sono al lavoro nella Casa Generalizia della CFIC. Sarà una domenica completamente dedicata al tempo libero. Un meritato “stacco” prima del rush finale.

Domani, infatti, torneranno a confrontarsi sul Documento di lavoro che sta accompagnando fin dall’inizio il 32° Capitolo Generale. La terza sezione del tema adottato come filo conduttore della riunione (“Scegli la vita”) prevede una riflessione sulla responsabilità nell’ambito della vita consacrata. Saranno affrontati in particolare i nodi fondamentali dell’obbedienza, dell’autorità e dell’apostolato.

Mercoledì è invece prevista la relazione della Commissione amministrativa capitolare che era stata eletta all’inizio dei lavori.

Si entrerà a quel punto nella fase finale del Capitolo con due adempimenti fondamentali per la vita di ogni congregazione: l’elezione del Superiore generale (giovedì mattina) e dei Consiglieri generali (venerdì pomeriggio), di coloro cioè che avranno il delicato compito di guidare il cammino dell’intera CFIC per i prossimi sei anni. Entrambe le votazioni saranno precedute da momenti di preghiera e dall’invocazione allo Spirito Santo. Un momento particolarmente significativo sarà il pellegrinaggio al Santuario del Divino Amore, previsto dopo l’elezione del Superiore generale, dove sarà celebrata una Messa di ringraziamento.

Il 32° Capitolo Generale concluderà i suoi lavori tra sabato e domenica prossimi con gli ultimi adempimenti formali e una solenne concelebrazione eucaristica di chiusura.


31 luglio 2010 - Un Capitolo che vuole parlare ai giovani

«La Congregazione deve fare un’opzione per i giovani: recuperare la dinamica e l’impegno di tutte le forme educative [...]. Servono convinzione, comunicazione, attenzione ai cambiamenti sociali […]. Serve spendere energie per la comunione tra generazioni». Il Capitolo generale ha dedicato uno spazio ai giovani e ai loro progetti di vita, partendo da un dato statistico interno: la media di età dei 35 capitolari è di 51 anni, quindi un’età ancora capace di esprimere viva sensibilità per la condizione giovanile.

Nell’agenda dei temi in discussione in questi giorni all’interno del Capitolo generale uno dei primi posti è occupato dalla voce “vocazione”. Una parola da leggere e interpretare nel suo significato più ampio, strettamente collegata alla cosiddetta “emergenza educativa” che influisce sul senso della vita delle nuove generazioni. «L’odierna cultura - si legge nello strumento di lavoro - non provoca la tradizionale risposta di vocazione religiosa. I parametri culturali e spirituali sono modificati radicalmente e non serve pensare ad una promozione vocazionale con schemi del passato. La cultura del presente, del consumismo e dell’edonismo è diventata stile di vita ordinario: il “per sempre” sembra essere abolito come ricerca e come risposta».

Di fronte ad una situazione così complessa, ai religiosi della CFIC è oggi chiesto un forte senso di appartenenza e una visione comprensiva della consacrazione e della missione. Servono “percorsi di profezia” come risposta ad una crisi spirituale vissuta come scarto tra gli ideali e l’applicazione, tra la dottrina e la vita. «L’assenza di vocazioni nel mondo del benessere - continua il documento capitolare - accusa la nostra incapacità a parlare di Dio, di fede, di preghiera, di comunità. Il vuoto che si produce genera sordità, incredulità e mancanza di attenzione alla Chiesa, atteggiamenti avallati da una cultura estranea al Vangelo e spesso portatrice di risentimenti antireligiosi, che hanno forte presa sui giovani».

La Congregazione intende mettere al centro delle proprie attività il tema vocazionale, partendo dalla convinzione che «ogni religioso è promotore di vocazioni». Ora si tratta di coinvolgere anche ambiti che non sono sufficientemente valorizzati in questa direzione, come scuole, ospedali ed altri luoghi che costituiscono esperienze innovative legate all’esercizio della carità. Insomma, gli spazi propri del carisma montiano. Un altro passo da compiere è la revisione del “Programma di formazione generale”, che dopo oltre vent’anni, ha perso molta della sua capacità di risposta alle necessità e alle situazioni del presente. Un ripensamento che potrà sicuramente attingere da esperienze già in atto all’interno della Congregazione.

(Nel quadro di Giuseppe Cordiano, Luigi Monti con i giovani nel suo laboratorio di falegnameria: la prima "Compagnia dei frati").

 


30 luglio 2010La Casa Madre di Saronno cuore della CFIC

Saronno occupa un posto particolare nel cuore di tutti coloro che a vario titolo fanno riferimento al carisma montiano. È qui, in questa città a nord di Milano, che il Fondatore volle collocare alcune delle sue opere più significative. Come scrive padre Aleandro Paritanti nel saggio intitolato In compagnia di Padre Monti, pubblicato dalla casa Editrice Monti: «A Saronno realizza il suo capolavoro di uomo della carità, portando a maturazione il carisma della Congregazione: assistere con spirito di famiglia malati e orfani». Era il 1886 e fu un amore a prima vista: quell'edificio a forma di castello rispondeva bene alla sua sensibilità di “uomo per gli altri”, desideroso di dare una casa agli orfani e ai frati che saranno per loro padri e madri.

È perciò significativo che il Capitolo generale abbia messo all'ordine del giorno dei propri lavori l'intenzione di valorizzare ulteriormente la Casa Madre di Saronno (nella foto), mediante l'istituzione di una Comunità di religiosi a carattere internazionale. Un ambiente dove far incontrare il Nord e il Sud del mondo; persone provenienti dalle diverse realtà dove oggi viene vissuto il carisma montiano. Una comunità internazionale che viva in pratica il dettato del Fondatore, riportato su una delle vetrate (nella foto) di Carlo Rapp poste nel Santuario del Beato Monti: «L’unione di carità deve strettamente legare tutti in un solo spirito di fratellanza che, per quanto siano diversi di nazione e di provincia, di paese e di sangue, nulla deve esservi che indichi divisione».

Ma non è tutto. Partendo dalla convinzione che il carisma montiano è condizione necessaria affinché si realizzi qualsiasi obiettivo all'interno della Congregazione, il Capitolo generale chiede che si attivino iniziative per far crescere nei religiosi un'adeguata conoscenza del Fondatore, della sua storia e del suo carisma. Anche in questo caso l'intenzione è di valorizzare la Casa Madre portando a compimento l'istituzione di un Centro Studi Montiano che si faccia carico in forma stabile e coordinata di studi storici, pubblicazioni ed altre iniziative correlate. Per realizzare tale obiettivo ci si potrà avvalere di operatori culturali e del vasto mondo di collaboratori ed amici. L'obiettivo è ambizioso e affascinante: creare attorno al santuario, dove si conservano i resti mortali del Beato, il cuore pulsante, spirituale e culturale, dell'intera famiglia montiana. 

 

 

 


29 luglio 2010 – Spazi di silenziosa bellezza

 

Padre Aurelio Mozzetta ha donato ai Capitolari un prezioso libro d’arte, pubblicato dall’Editrice Monti, intitolato Pregare con l’arte. L’immagine a servizio della Parola, curato da Amedeo Brogli (nell'immagine qui sotto la copertina). Come scrive lo stesso Superiore Generale nella sua introduzione al libro: «La lettura in chiave spirituale di un oggetto culturale, porta inevitabilmente ad una interpretazione, cioè ad uno scambio ermeneutico, tra spirito e cultura: l’uno disvela l’altro e viceversa, in un circuito potenziato dal valore estetico delle opere. Nel nostro caso, lo scambio avviene tra carisma montiano ed intervento d’arte. In questa pubblicazione vengono presentati gli interventi artistici che negli ultimi tempi hanno riguardato la Cappella della Casa Generalizia e la Congregazione in senso lato».

Il Superiore Provinciale, padre Aleandro Paritanti, ha fatto dono ai capitolari del primo libro della nuova collana dell’Editrice Monti Le ferite del mondo, realizzato da Omar Viganò, che tratta dell’esperienza della Casa famiglia Padre Monti per persone affette da AIDS, che si trova a La Storta, nei pressi di Roma. Il libro si intitola Timore e profezia (nell'immagine qui sotto la copertina). 

   

 

 


29 luglio 2010 Una Congregazione tutta illuminata dall’Immacolata Concezione

Papa Giovanni Paolo II, in un messaggio alla CFIC, presentava Padre Monti come «grande devoto della Vergine Immacolata» al punto da voler intitolare a Lei la sua Congregazione. «L’amore per la Vergine - sottolineava il Pontefice - lo illuminò e lo guidò sempre, portandolo a fare dell’intera esistenza una coerente testimonianza di fedeltà al Vangelo. Meditando sul mistero dell’Immacolata Concezione alla luce della Sacra Scrittura, del Magistero e della Liturgia della Chiesa e ricavandone mirabili lezioni di vita, egli divenne un apostolo di quella nuova “era mariana” che il beato Papa Pio IX aveva inaugurato con la proclamazione del dogma dell’Immacolata Concezione».

La storia della CFIC, quindi, ruota intorno alla figura dell’Immacolata e da alcuni anni una comunità di religiosi è presente a Lourdes, proprio di fronte al celebre santuario dell’Immacolata. Il Capitolo Generale non ha dimenticato di affrontare un aspetto così qualificante della propria spiritualità montiana. In questi giorni, in cui i capitolari stanno affrontando il tema della qualità della loro vita consacrata (spiritualità, preghiera, comunità) - all’interno della riflessione più generale sul tema “Vivere la vita” - viene ricordato che Padre Monti, in quanto promotore della devozione a Maria, «considerò la spiritualità mariana come via privilegiata di evangelizzazione, modo discreto di vivere i voti, stile qualificante dell’apostolato».

È intenzione della Congregazione dei Figli dell’Immacolata Concezione valorizzare la propria tradizione spirituale nella vita quotidiana, partendo fin dalla prima formazione dei religiosi. In che modo? Anche recuperando alcune espressioni popolari della devozione mariana, ma ancorandole al cammino spirituale della liturgia e alla meditazione della Parola di Dio.

La Congregazione indirà nei prossimi anni un “anno mariano”, seguendo le orme dell’amore per Maria del fondatore Padre Monti, definito «araldo e cantore dell’Immacolata» dal cardinale Carlo Maria Martini. E a questo proposito, è emblematico che nel pomeriggio di giovedì 5 agosto 2010, subito dopo l’elezione del Superiore Generale, tutti i partecipanti al Capitolo parteciperanno ad un pellegrinaggio vocazionale al santuario romano del “Divino Amore”.

(Nella Foto il bellissimo quadro dell’Immacolata realizzato nel 1877 da Silverio Capparoni e donato personalmente a Padre Monti da Papa Pio IX, olio su tela, recentemente restaurato da Alessandro Gori).   

 


 

28 luglio 2010 - Ampia relazione del Superiore Generale Padre Aurelio Mozzetta

 

 

Una comunità vivace, aperta al nuovo, che cresce e si apre al mondo è il quadro globale della Congregazione che il Superiore Generale padre Aurelio Mozzetta ha descritto nella sua relazione di fine mandato. Il tono è stato indubbiamente positivo, anche se non ha fatto mancare rilievi sulle difficoltà incontrate, soprattutto nei nuovi campi in cui la comunità montiana si è generosamente lanciata in questi anni.

 

Diverse, infatti, sono state le iniziative avviate: la comunità di Lourdes; l’Università di Tirana; le aperture verso nuovi Paesi come la Croazia, la Polonia, gli Stati Uniti; l’acquisizione della società di formazione Elea; la nascita di nuovi centri scolastici e assistenziali in India o nei Paesi africani.

I religiosi presenti in Capitolo hanno apprezzato questo sviluppo, che ha visto anche una crescita numerica di “nuovi entrati” (oggi i religiosi sono circa 400). Non hanno evitato di chiedere approfondimenti su come si sono affrontate situazioni complesse per iniziative di grande valore - a partire da quella del Centro di ricerche Nerviano Medical Sciences (nella foto una visita al Centro NMS da parte dei vertici della CFIC)- ricevendone dettagliate informazioni attraverso la relazione amministrativa di fratel Natalino Poggi.

Padre Mozzetta ha voluto esprimere con forza la propria convinzione che la Congregazione è giovane e forte, al seguito di un cristiano di grande carisma come Luigi Monti.

Il momento a livello internazionale non è dei migliori, si fanno sentire tensioni in Paesi in cui la Congregazione è presente, l’impegno economico è notevole per assicurare strutture e servizi di carità verso i più poveri, ma anche per sviluppare tematiche “nuove” come la ricerca scientifica in campo farmaceutico e come la formazione continua.

Padre Mozzetta è superiore generale dal 1992 e gli è riconosciuta una grande passione per la missione e la vita della sua Congregazione, che nel corso degli anni è divenuta sempre più internazionale. Oggi è presente in 20 Paesi e ultima nata è la presenza in Croazia, dallo scorso mese di maggio. Con la relazione il Superiore Generale chiude il suo mandato. Nei prossimi giorni il Capitolo affronterà molti aspetti della vita della Congregazione.

 


27 luglio 2010 – Nel Capitolo si lavora anche divisi per gruppi

I lavori dei 35 fratelli capitolari non si svolgono in questi giorni soltanto in aula, ma anche a gruppi. Sono stati infatti costituiti quattro aggregazioni per ciascuno dei continenti in cui è presente la CFIC: Africa, America, Asia ed Europa. Si tratta di un’opportunità offerta a tutti i partecipanti per potere affrontare in modo più approfondito argomenti specifici delle singole realtà territoriali. Ma non solo: ogni capitolare può aderire liberamente anche ad altri gruppi di lavori a tema a partire dai propri interessi. Sarà compito del Presidente del Capitolo determinare i singoli temi da affrontare e coordinare la formazione dei gruppi. 

  


 27 luglio 2010 –  Il Capitolo riflette sulla qualità della vita consacrata 

Proseguono i lavori del Capitolo Generale in corso a Roma fino a domenica 8 agosto. A partire da oggi i fratelli prenderanno in esame il tema scelto come motivo conduttore dell’intera riunione: Scegli la vita, un’espressione tratta dal libro del Deuteronomio. È l’invito che Dio rivolge al suo popolo, eletto e chiamato ad una particolarissima forma di partecipazione all’amore del Padre: essere figli e non stranieri né schiavi. Nei prossimi giorni i capitolari rifletteranno sul primo aspetto del tema - Vivi la vita: l’alleanza - con un’attenzione particolare alla qualità della vita consacrata (spiritualità, preghiera, comunità) all’interno della CFIC.

«Nel suo DNA la Congregazione è molto vitale - si legge nel documento di lavoro -. Occorre lasciarla crescere come un corpo libero e maturo: che essa sia libera, liberata da scorie e da incrostazioni storiche e che, con coraggio e fedeltà allo Spirito, promuova il carisma montiano in atteggiamenti di onestà intellettuale. Il carisma è radicato dentro di noi, cresce e vive con il crescere dell'amore alla Congregazione, famiglia che abbiamo scelto, e con l'amore ai fratelli che ci sono stati affiancati».

 

Il riferimento al libro del Deuteronomio vuole richiamare la preoccupazione dello scrittore sacro di far risaltare la centralità del culto, la premura che il popolo torni alla fedeltà al suo Signore e alla Legge. «Anche noi oggi - è l’auspicio - siamo chiamati a ricondurre il nostro cammino a ciò che è davvero essenziale, cioè il carisma e il contributo che esso offre alla Chiesa».

Le origini della Congregazione affondano le loro radici in uno dei momenti di più intensa spiritualità vissuto dal Fondatore. L’identità della vocazione montiana viene infatti fatta coincidere, seppure in forma embrionale, con il 27 febbraio 1842, quando il giovane Luigi Monti, spinto dal proprio amore a Maria, si reca in pellegrinaggio al Santuario dell’Addolorata di Rho, alle porte di Milano. Dopo aver ricevuto l’Eucaristia si sentiva pieno di felicità. È allora che decise di farsi santo. Un traguardo che ogni cristiano deve fare proprio ogni giorno.


26 Luglio 2010 - Generazioni a confronto 

Generazioni, storie ed esperienze a confronto. I 35 membri del Capitolo Generale sono uno spaccato della ricchezza e vivacità di una Congregazione, quella dei Figli dell’Immacolata Concezione, che da oltre 150 anni porta nel mondo il carisma del Beato Luigi Maria Monti. Sono arrivati da vari Paesi e trascorreranno insieme due settimane di intenso lavoro. Abbiamo chiesto a due di loro di raccontarci emozioni e aspettative.

Il primo è fratel Ruggero Valentini, 56 anni, origini trentine, da qualche anno a Tirana come responsabile della Fondazione “Nostra Signora del Buon Consiglio” che gestisce l’omonima università. Al suo attivo ha la partecipazione già a ben 6 riunioni capitolari. A lui è stato chiesto di raccontare ai fratelli la propria esperienza. «L’avvicinarsi di un Capitolo - esordisce - suscita sempre molte aspettative. Dà la vivida sensazione che le cose possano finalmente cambiare nella direzione desiderata. Ma quale direzione? Anche in occasione del campionato mondiale di calcio ci si aspetta che la propria squadra vinca. E, finito il mondiale, ogni squadra torna a casa, dove tutto può ricominciare diverso da prima, per chi ha perso, e anche per chi ha vinto. Dopo il Capitolo noi non torniamo, ma siamo a casa, dove tutto “è” come prima. Nel campionato solo una squadra vince, le altre perdono. Il Capitolo, invece, raggiunge il suo obiettivo quando tutti hanno gareggiato per stimarsi a vicenda».

«Siamo qui - aggiunge fratel Ruggero - sapendo di vivere un’esperienza intensa, densa, a tratti tesa. È un’occasione per rivalutare questa caratteristica unica di noi religiosi, quella di esprimere tenacemente la libertà dei credenti di associarsi per dei valori condivisi e per un progetto comune».

Fratel Raùl Sena Vélez (nella foto), invece, sta vivendo la sua prima esperienza di capitolare. Viene dall’Argentina, da Cordoba, dove è maestro dei novizi. Ha 31 anni ed è in Congregazione dal 1997. «La mia è un’esperienza particolare perché ho lavorato anche nella commissione pre-capitolare generale. È stato come un momento di apprendistato e devo ringraziare i fratelli che nei mesi scorsi hanno voluto condividere con me i vari momenti dimostrando molta pazienza e comprensione. Durante un colloquio con il Superiore Generale ho detto che mi sentivo come un bambino messo sulle spalle di un adulto per poter guardare lontano. Essere a Roma in questi giorni è per me una delle esperienze più significative della mia vita. Tutte le fasi precedenti mi hanno creato una tensione spirituale che ha contribuito ad avvicinarmi alla meta».

Sono ben noti i legami dell’Argentina con l’Italia, resi ancor più forti da una presenza della CFIC nel Continente Latino Americano lunga quasi un secolo.«Il giorno prima di partire per Roma  - conclude fratel Raùl  - ho confessato ai miei novizi che mi sentivo come alla vigilia di un pellegrinaggio alla terra del Padre che mi avrebbe permesso di entrare in contatto con persone e con una cultura che hanno nel loro DNA la storia della Congregazione».

 


 25 Luglio 2010 - Il saluto del Presidente del Capitolo  

Cari Confratelli, cari parenti, collaboratori e amici,

il 32° Capitolo generale della Congregazione dei Figli dell’Immacolata Concezione ha iniziato i propri lavori il 24 luglio 2010, battesimo di Padre Luigi Monti, fondatore.

Rivolgiamo a tutti voi il nostro pensiero cordiale perché chiamati in questi giorni a confrontarci sul documento di lavoro “Scegli la vita” possiamo individuare percorsi coraggiosi nella qualità della nostra vita religiosa in questo contesto storico in cui siamo partecipi.

Il Capitolo si è dato una struttura organizzativa per questi giorni di lavoro ed ha chiamato Fratel PIETRO NICOLAI (nella foto) alla Presidenza e Fratel RUGGERO VALENTINI alla Segreteria.

Come moderatori sono stati eletti: Padre DANIELE BERTOLDI, Padre ALEANDRO PARITANTI e Padre TOUSSAINT TSHINGOMBE.

Come scrutatori i fratelli MARTIN CHERUMADATHIL e ACHIRI MBUNGONG.

Inoltre ha provveduto a nominare la Commissione amministrativa che ha il compito di esaminare la situazione economica della Congregazione. Sono stati scelti i fratelli DANIELE BERTOLDI, GUSTAVO FERREYRA, JAMES CHITTETH, GIOACCHINO SANTORO, PIETRO PUDDU.

Alle ore 18 di ieri, il cardinale Salvatore De Giorni ha presieduto la messa inaugurale del Capitolo.

 

Fratel Pietro Nicolai,

Presidente del Capitolo Generale

 

 


 24 Luglio 2010 - Messa inaugurale con il Cardinale De Giorgi

Con una solenne celebrazione eucaristica presieduta dal card. Salvatore De Giorni, arcivescovo emerito di Palermo, ha preso il via ufficialmente il 32° Capitolo generale. Ha concelebrato anche padre Giuseppe Renzi nel giorno anniversario della sua ordinazione sacerdotale avvenuta 40 ani fa. Il coro "La Miniera" di Sesto San Giovanni (Milano) ha animato la liturgia eseguendo la MissaCaritatis in onore del Beato Luigi Maria Monti, composta e diretta dal maestro Renzo Bertoldo.

Padre Aurelio Mozzetta ha introdotto la messa ricordando che nella chiesa della Casa generale sono conservate le spoglie mortali di fratel Bonifacio Pavletic «che richiamano una storia di santità e di bene seminati negli anni ed ora rappresentata dalla carità operosa nel mondo».  

Il card. Salvatore De Giorgi, da molti anni amico della Congregazione dei Figli dell’Immacolata Concezione, ha richiamato nell’omelia la sua devozione nei confronti del Fondatore e la stima per la CFIC. Ha inoltre definito in Capitolo «un momento di verifica, purificazione, proposta e rinnovato impegno verso la santificazione». In particolare, ha sottolineato che il vero protagonista di un momento così significativo deve essere Dio e che le nomine devono quindi essere fatte “secondo Dio”, l’unico che conosce e giudica le intenzioni del cuore. Ha inoltre invitato la CFIC a restare fedele all’insegnamento di Padre Monti ricalcando le orme incancellabili della presenza di Dio in una società sempre più secolarizzata e segnata dall’edonismo e dal relativismo.

Al termine della messa, ringraziando “La Miniera” per l’animazione liturgica, ha aggiunto: «Quando sento un coro penso che così dovrebbe essere anche la Chiesa: un insieme di voci distinte che però si esprimono in sintonia seguendo un unico maestro».

   


24 Luglio 2010 - Ci scrive il pronipote di Padre Monti...

 Pubblichiamo un messaggio giunto al Capitolo da Ludovico Monti, pronipote del Fondatore. Un contributo che affonda le proprie radici in un legame con la Congregazione dei Figli dell’Immacolata Concezione che unisce il ricordo dell’illustre antenato con il carisma che da oltre 150 anni i fratelli diffondono nel mondo.  

                                                                                     LUCI E RICORDI DEL BEATO

Ecco, è il 24 Luglio!

Busso; poi mi accosto silente all’aula capitolare.

E vedo che Egli è insieme a loro.

Vedo la Sua figura soave, tracciata dal Cardinal Martini : “…modesto e semplice in qualsiasi circostanza, anche nella propria famiglia sperimentò la povertà, vissuta poi all’interno del proprio Istituto; il suo animo puro rifletteva in tutto l’atteggiamento esteriore: modestia degli occhi, parole misurate, comportamento dignitoso verso tutti …”.

E vedo anche  l’alato compositore, dipinto da Igino Giordani : …una vicenda umana zeppa d’insidie e d’incomprensioni, confrontata con una pazienza che non molla mai, una fortezza che resiste sempre, un discernimento che dipana il filo dei suoi disegni…”.

E sento che  mi è caro nel Suo monito “ renditi utile” :un messaggio valevole per tutti, di facile acquisizione, la cui immensa efficienza potrebbe sanare ogni immenso degrado.

E sento ancora di esserGli grato per avermi additato, al di là di ogni   piatta esperienza quotidiana, la  riposta significazione dell’esistenza.

Io  sono qui per rendermi utile.

Ludovico Monti

  


24 Luglio 2010 - Padre Aurelio Mozzetta introduce i lavori del Capitolo e ricorda la scomparsa di fratel Pietro Bottagisio, deceduto nella notte a Montefiascone 

Il 32° Capitolo generale della CFIC si è aperto il 24 luglio, giorno che ricorda il 185° anniversario della nascita di Luigi Maria Monti, Fondatore e Padre della Congregazione. Ma non solo: in questa data ricorre anche il 6° anniversario della consacrazione del Santuario di Saronno, atto che chiuse il precedente Capitolo celebrato a Barza di Ispra nel luglio 2004.

Padre Aurelio Mozzetta (nella foto), introducendo i lavori, ha ricordato tutti i fratelli malati e annunciato la scomparsa di fratel Pietro Bottagisio, deceduto durante la notte a Montefiascone alla veneranda età di 88 anni. Un pensiero è stato inoltre rivolto ai fratelli che proprio oggi festeggiano il loro compleanno: Luigi Prandina (90 anni), Cleophas Nsimba (40) e Gianluca Ferrara (35). Il Superiore generale ha definito il primo «un monumento di fedeltà, di amore alla Congregazione e di altissima professionalità apostolica».

Padre Mozzetta si è rivolto ai confratelli dicendo che «il tempo della timidezza è finito». «Occorre ora puntare in alto - ha proseguito -, navigare sul mare aperto dello Spirito di Dio, avendo chiaro che la testimonianza da dare a Gesù o si fa profezia o è soltanto protesta e chiacchiera inutile. Occorre non vergognarsi di Luigi Monti, religioso consacrato laico e infermiere, che in una vita ordinaria ed apparentemente senza interesse alcuno, divenne un gigante della santità. Egli è padre per ciascuno di noi: senza di lui semplicemente non siamo».

Parlando ancora ai membri del Capitolo, il Superiore generale ha ribadito che «occorre sapere che ogni tentativo di mantenere la visione nei limiti di referenza del piccolo mondo che viviamo (provinciale, regionale, statale, culturale) o, peggio, del nostro raggio o interesse personale, sarebbe soltanto un tradimento della missione che ci è stata affidata e ucciderebbe la nostra azione, portando con sé la morte nostra e della stessa Congregazione».

Il tema scelto per caratterizzare il 32° Capitolo generale (Scegliamo la vita) è un invito ad affidare se stessi e i lavori allo Spirito Santo. «Per poterlo fare - ha richiamato padre Mozzetta - dobbiamo soltanto seguire le indicazioni della volontà di Dio, non le nostre. Essere semplici strumenti inutili della sua Parola, servitori del suo Regno».   

 

  

 


I 35 fratelli capitolari 

 

1 BERTOLDI Daniele - Canada
2 CARIA Stefano - Italia
3 CAZZANIGA Giovanni - Italia
4 CHERUMADATHIL Martin - India
5 CHITTETH James - India
6 CHUN Damiano - Corea del Sud
7 CUBAY   Nestor - Filippine
8 D’ORTENZIO Terenzio - Italia
9 DECINA Giuseppe - Italia
10 DUARTE Esteban - Argentina
11 FERREYRA Gustavo - Argentina
12 GENERAO  Ronald  - Filippine
13 IANESELLI Sergio - Camerun
14 KAITHARATHOTTIYIL Lukose - India
15 LANCINI Elio - Filippine
16 MBUNGONG Achiri - Camerun
17 MOZZETTA Aurelio - Italia
18 MUTHIRANTHIKAL Saji - India
19 NGAMAYAMA Ignace - RD Congo
20 NICOLAI Piero - Italia
21 NZUMBI Etienne - Camerun
22 PALACKATHADATHIL Michael - India
23 PARAYIL Jose Mathew - India
24 PARITANTI Aleandro - Italia
25 PERNIOLA Michele - Camerun
26 POGGI Natalino - Italia
27 PUDDU Pietro - Italia
29 PUSCEDDU Giuseppe - Italia
30 RUATTI Paolo - Albania
31 SANTORO Gioacchino - Italia
32 SENA VELEZ Raul - Argentina
33 TSHINGOMBE Toussaint - RD Congo
34 VALENTINI Ruggero - Albania
35 VARELA Hector - Bolivia

Sono stati costituiti quattro gruppi di lavoro suddivisi per area continentale (AFRICA,

AMERICA, ASIA, EUROPA) che discuteranno il Documento di lavoro preparato dalla

Commissione Precapitolare.